Il caso Marrazzo

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Il caso Marrazzo può significare molte cose, e può essere letto a vari livelli, e con ottiche differenziate. Ma almeno due punti a me paiono molto significativi.
C’è anzitutto un evidente conflitto tra le ragioni sempre invocate della privacy e quelle del rapporto tra il cittadino comune e i cittadini che sono stati eletti per governare e fare le leggi. Infatti, le leggi che tutelano la mia privacy, ovvero la sfera personale inviolabile, e che ne determinano i confini, sono opera dei legislatori, ovvero degli appartenenti al ceto politico. Leggi il seguito di questo post »

Le ciùnghe di Calatrava

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Sigaretta e gomma da masticare hanno una cosa in comune: producono un residuo sgradevole e antiestetico. Mozziconi e ciùnghe masticate si trovano ovunque, e non si consumano facilmente. Questo anzitutto significa che i consumatori di ciò che non si consuma mai del tutto si sbarazzano del residuo con un gesto immediato e totalmente noncurante delle sue conseguenze. Leggi il seguito di questo post »

Fairest Isle

Rileggo Simone Weil 67

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La cristianità è diventata totalitaria, conquistatrice, sterminatrice, perché non ha sviluppato la nozione dell’assenza e della non-azione di Dio quaggiù. Si è attaccata a Yahweh così come al Cristo, ha concepito la Provvidenza alla maniera dell’Antico Testamento. Solo Israele poteva resistere a Roma, perché le rassomigliava, e così il cristianesimo nascente portava la macchia romana ancor prima di diventare la religione ufficiale dell’Impero. Il male fatto da Roma non è mai stato realmente riparato. (III, 205) Leggi il seguito di questo post »

Proficiscere, anima christiana, de hoc mundo

Poesia della domenica

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Svanire

C’era un uomo. Adesso la sua ombra.
Nell’ombra molti lemuri bisbigliano.
Le loro voci tessono quell’ombra.
Nell’ombra sognano un perduto sole.

Nomi, cose, città.

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Ha come sottotitolo Viaggio nell’Italia che compra questo simpatico libro di Arnaldo Greco  Nomi, cose, città (Fandango 2009). Scritto con umorismo, è tuttavia molto serio nei suoi contenuti profondi. Dipinge un Paese che non sa dove va, dilaniato tra la ricerca della novità a tutti i costi e una difesa delle tradizioni volonterosa ma spesso ingenua e rozza. Leggi il seguito di questo post »

Pescatori di perle

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Ho avuto una illuminazione sulla natura della psicoanalisi nel 1979, quando sono entrato in contatto diretto con ambienti intellettuali parigini. Nel 1979 (bei tempi) avevo un’amica francese, di Parigi. Così ebbi l’occasione di passare 10 giorni nella grande città, suo ospite. E potei conoscere i circoli intellettuali che lei frequentava, artisti, goscisti, psicoanalisti. Mi resi conto allora che la psicoanalisi è anzitutto una religione, coi suoi testi sacri, i suoi eretici e i suoi devoti. Ha anche una funzione sociale analoga a quella della religione: produrre legami sociali, un discorso comune, una visione del mondo con ricadute nei piccoli fatti della vita quotidiana. E i suoi fondamenti non sono importanti, bisogna crederci. Leggi il seguito di questo post »

Rileggo Simone Weil 66

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Bisogna accettare completamente la morte come annientamento.
La credenza nell’immortalità dell’anima è nociva perché non è in nostro potere rappresentarci l’anima come veramente incorporea. Così questa credenza è di fatto credenza nel prolungamento della vita, e nega l’uso della morte. (III, 189) Leggi il seguito di questo post »

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