Tre Muse a Napoli

Di Isabella Guarini

Un amico mi ha scritto quasi rimproverandomi di non schierarmi per l’architettura contemporanea. Devo ringraziarlo per avermi fatto riflettere su un comportamento che appare ambiguo, o peggio, qualunquista. Invece, ne sono consapevole perché ho scelto di non scegliere, nel senso che ho costruito un mio modo di definire l’architettura nei termini che cercherò di esporre di seguito partendo dal presupposto per cui non bisogna parlare di architettura contemporanea. Leggi il seguito di questo post »

Il problema dell’identità nazionale

La lingua e la letteratura italiana  come chiavi dell’identità nazionale

di Eros Barone

    La lingua letteraria è stata uno straordinario strumento di coesione, capace di gettare ponti sulle molteplici rotture che hanno segnato la storia italiana. Qui è facile constatare che, accanto a processi di unificazione, si sono  manifestati altrettanti processi di diversificazione regionale o locale, che hanno dato luogo alla policromia di un panorama tematico e linguistico che non ha eguali e caratterizza la nostra letteratura (e la nostra cultura) in modo inconfondibile. Leggi il seguito di questo post »

Vita di provincia

   Appunti di un cittadino sulla vita di provincia

di Eros Barone

Questi appunti risalgono a quarant’anni fa e furono stesi per un foglio parrocchiale. Descrivono la mia percezione di un mondo contadino il cui legame con la modernità era dato essenzialmente dalla stazione ferroviaria (quella di Terontola, dove i rapidi non si fermavano mai, mentre oggi è solo il ‘terminus a quo’ di una linea locale per Perugia). È dunque una sorta di contributo prepostero al recupero memoriale e documentale delle esperienze di quella generazione di cinquanta-sessantenni che ha avuto ancora un vero contatto con la natura: esperienze richiamate nella recensione che l’amico Brotto ha dedicato ai Viaggi da Fermo di Angelo Ferracuti e nel suo riferimento interlineare al romanzo di Marco Santagata Voglio una vita come la mia.    Leggi il seguito di questo post »

Dialogo 2

Dialogo sullo stato presente della cultura del Bel Paese

 di Eros Barone

    Il dialogo sullo stato presente del Bel Paese avviato da Caio e Mevio è proseguito articolandosi in una serie di considerazioni e riflessioni aventi quale oggetto critico lo stato della cultura. Siccome il discorso non mi è parso peregrino, ho ritenuto doveroso, nella mia qualità di attento testimone, fornire un fedele ragguaglio anche intorno a questi ulteriori sviluppi.  Leggi il seguito di questo post »

Un Dialogo

Dialogo sullo stato presente del Bel Paese

di Eros Barone

Qualche giorno fa sono stato testimone di un dialogo fra due amici sinceramente preoccupati per la situazione sempre più periclitante del nostro paese. Siccome ritengo che i temi che sono stati trattati e il tono che lo ha animato rendano tale dialogo meritevole di particolare attenzione, ho provato a ricostruirlo per darne un sintetico resoconto ai frequentatori del blog dell’amico Fabio Brotto, che ringrazio ancora una volta per lo spazio che mi concede.. Leggi il seguito di questo post »

Cesarotti su lingue e dialetti

di Eros Barone

La modernità della concezione e la limpidezza dell’esposizione, che contrassegnano il “Saggio sulla filosofia delle lingue” di Melchiorre Cesarotti (1785) e ne fanno il frutto più maturo dell’illuminismo italiano in campo linguistico, sono davvero sorprendenti. Una succinta illustrazione delle tesi che espone ed argomenta l’autore permette di cogliere il significato profondamente innovativo delle conseguenze che egli seppe trarre dall’applicazione della sua riflessione sulle lingue alla lingua italiana. Leggi il seguito di questo post »

Considerazioni di un impolitico

   di Eros Barone

Nelle sue “Considerazioni di un impolitico” (1918) Thomas Mann ha diagnosticato con acutezza straordinaria il ‘male oscuro’ che corrode la fibra intellettuale e morale del nostro paese. Il dannunzianesimo politico, che allora prefigurava il successivo mussolinismo, e oggi il berlusconismo sono, infatti, le superfetazioni politico-culturali di quel nesso contraddittorio fra arretratezza e modernità, che la storia e l’antropologia italiane hanno prodotto e riprodotto con un tasso più o meno alto di volgarità, rozzezza, pacchianeria e, ‘last but not least’, di violenza reale e simbolica. Un merito non secondario di Mann, che certo deriva dalla sua ottica elitistica, è la chiarezza analitica con cui il grande scrittore tedesco ha individuato, nelle democrazie tardive della Germania e dell’Italia, la presenza delle  pulsioni populistiche verso il dominio oclocratico: il nazifascismo come dittatura del capitale finanziario e come ‘sole nero’ dei poveri e degli emarginati. Leggi il seguito di questo post »

Poeti italiani 3

di Eros Barone

È semplicemente un dato di fatto, ormai stabilmente acquisito dalla storiografia letteraria, che Franco Fortini (1917-1994) è uno dei maggiori poeti e saggisti italiani della seconda metà del Novecento. Tre ‘flash’ possono risultare utili ad illuminare la singolare personalità di un esponente eretico della sinistra politica e intellettuale italiana, sospeso tra apocalisse e profezia, quale fu questo scrittore fiorentino di origine ebraica. Leggi il seguito di questo post »

Poeti italiani 2

 di Eros Barone

Una tagliente denuncia del clima ideologico termidoriano, che, a partire dal bicentenario della rivoluzione francese, pervade la società nei paesi capitalistici, si trova in un testo di Arnaldo Bianchi, che vive a Varese e lavora presso la biblioteca civica del capoluogo di questa provincia lombarda. Si tratta di una poesia intitolata “Termidoro / contro i vecchi e i nuovi anti-giacobini*”, la quale, a distanza di alcuni anni dalla sua pubblicazione, non cessa di colpirmi per la passione etico-politica che la ànima, per l’onore che rende, sia pure indirettamente, alla figura di Robespierre (il “dittatore d’Arras”) e, infine, per il rigore stilistico che non la rende indegna del paragone con il carducciano “Ça ira”, cioè con l’unico esempio di poesia filo-giacobina che esista nella nostra tradizione letteraria (caratterizzata, invero, da una profonda incomprensione della rivoluzione francese). Leggi il seguito di questo post »

Poeti italiani 1

Di Eros Barone

Se la funzione degl’intellettuali è quella di mantenere viva la forza critica della ragione di fronte all’avvilimento cinico della ragione, di fronte al suo asservimento meretricio e, più in generale, di fronte allo squallore della omologazione, va detto allora che la testimonianza di rigore formale e di impegno civile offerta, a suo tempo, da Giovanni Raboni con il classico sonetto qui appresso riportato fa onore alla cultura italiana contemporanea e, in particolare, alla poesia italiana che ne costituisce, a mio modesto avviso, il settore più vitale. Leggi il seguito di questo post »

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