Rileggo Simone Weil 17

Gravità.

Solamente la verticale dà un senso agli angoli. Direzione per eccellenza.
E tuttavia la terra è rotonda. Pensare le due cose a un tempo…
La gravità, modello di tutte le costrizioni.

Vita e morte degli altri. Essere felici che vi siano altri esseri pensanti, oltre a noi; grazia essenziale. Desiderare la morte di un essere umano è rifiutare questa grazia (cfr. Creonte). Ma essere felici, anche, di essere mortali, che essi siano mortali;  per se stessi e per loro, nella stessa misura. Non desiderare mai la propria morte, ma accettarla.
Il suicidio non è permesso se non quando è solamente apparente, quando vi è costrizione e si è pienamente coscienti di questa costrizione. Così pure per l’uso della forza. Si tratta di costrizione, non di grazia, prakrti, non atman.
Scelta illusoria. Quando si crede di poter scegliere, in realtà si è incoscienti, prigionieri dell’illusione, e si diventa un balocco. Si cessa di essere un balocco elevandosi al di sopra dell’illusione fino alla necessità, ma allora non c’è più scelta, un’azione è imposta dalla situazione stessa chiaramente percepita. L’unica scelta è quella di ascendere. (I, 275)

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Sulla trascendenza 1

 

Dalle Chronicles of Love and Ressentiment di Eric Gans

Mi trovo nelle fasi preliminari di un progetto che riguarda la questione sollevata dall’attuale ondata di libri antireligiosi e dalle risposte che essa ha ricevuto da parte dei credenti. Dopo aver letto alcuni libri di entrambi gli schieramenti, sono in grado di fornire un aggiornamento. In questa fase non mi occuperò dei punti particolari toccati da queste opere. Sebbene infine io dovrò rispondere alle loro argomentazioni fondamentali così come esse sono avanzate, le mie letture confermano la mia convinzione che nessuno concepisca quella che chiamerò la questione della trascendenza in termini avvicinabili a quelli dell’antropologia generativa. Leggi il seguito di questo post »

Il male e la ricerca del bene

Franco Crespi nel suo libro Il male e la ricerca del bene (Meltemi, Roma 2006) vede il male come qualcosa (non dico a caso qualcosa—esso infatti non mi pare rigorosamente definito e nemmeno problematizzato fino in fondo) che deriva dalla tendenza umana a perseguire degli assoluti in differenti campi. La soluzione sembrerebbe quella dell’accontentarsi del limitato e del relativo, della saggia ricerca del minor male, ecc. Una soluzione laica, non nuova, in verità, ma sempre di nuovo offerta, in incessante lotta con quelli che appaiono gli integralismi, i fondamentalismi e i dogmatismi. Leggi il seguito di questo post »

Antisemitismo e sionismo

Antisemitismo e sionismo. Una discussione è il titolo di un agile libretto di Abraham B. Yehoshua, pubblicato nel 2004 e tradotto da G. Felici per Einaudi nello stesso anno. Un libretto che dovrebbero leggere tutti coloro che si sono sentiti in qualche modo coinvolti o interpellati da ciò che è accaduto a Torino nei giorni scorsi. Leggi il seguito di questo post »

Rileggo Simone Weil 16

Il tessuto del mondo è il tempo, e che cos’è il tempo al di fuori del mio pensiero? Che cosa sarebbero il presente e l’avvenire senza di me che li penso? E se essi non sono niente, l’universo è niente, infatti che cosa vuol dirè esistere un solo istante? Allora potrei io non essere associato alla creazione? Ma bisogna che io pensi il tempo come un co-creatore. E come?
Sventura: il tempo trascina l’essere pensante suo malgrado verso quel che egli non può sopportare e che tuttavia verrà. « Che questo calice sia allontanato da me». (Ogni secondo che passa trascina un essere nel mondo verso qualcosa che egli non può sopportare).
Differenza infinita fra tre ore passate a una macchina automatica, e tre ore passate davanti a un affresco di Giotto. Il rapporto tra il tempo e me è il tessuto della mia vita, ed è possibile stabilirvi una differenza infinita. Una fuga di Bach è un modello. (I, 235) Leggi il seguito di questo post »

Il mondo di Sergio

Una storia vera dei nostri giorni è il sottotitolo del libro di Mauro Paissan Il mondo di Sergio (Fazi Editore 2008). Un libro che non è un romanzo, ma appunto una storia vera, terribile e angosciante, che ha come protagonisti Sergio Piscitello e la sua famiglia. Sergio è autistico, e per di più sordo, e suo padre e sua madre (Salvatore dentista, Elvira insegnante) combattono per 39 anni una battaglia disperata tra l’incomprensione delle istituzioni e le pastoie della burocrazia, e l’incompetenza e la disonestà di psicologi e psichiatri. Fino al tragico esito finale: un padre settantacinquenne che uccide con due colpi di pistola il figlio trentanovenne dopo l’ennesimo episodio di violenza estrema di Sergio contro i genitori. Leggi il seguito di questo post »

Ministri

Ho sempre giudicato i Governi appena costituiti guardando alla qualità della persona cui veniva affidata l’Istruzione. Nel tempo mi sono fatto l’idea che in Italia l’istruzione sia considerata dalla classe politica un tema secondario, e secondario quindi il Ministero relativo. Nulla di paragonabile all’Economia o alla Politica Estera. Leggi il seguito di questo post »

Il viaggio di Lewi

Un romanzo di grande valore è Il viaggio di Lewi di Per Olov Enquist (Lewis resa, 2001, tra. it. di K. De Marco, Iperborea 2004). Si tratta di un romanzo storico-documentario, in cui ai protagonisti principali, Lewi Pethrus e Sven Lidman, le due colonne del movimento pentecostale svedese, si affianca un personaggio decisivo ma inventato, Efraim, al cui Lebenslauf, il manoscritto in cui la coscienza del fedele affida la sua vita, lo scrittore attinge per la sua sapientissima narrazione. Leggi il seguito di questo post »

Del bruciare bandiere

Mi interessa molto il gesto del bruciare bandiere. Capita spesso che si dia fuoco, durante manifestazioni di piazza qua e là per il mondo, e talvolta anche in Italia come nei giorni scorsi, a delle bandiere. Sono quasi sempre bandiere USA e israeliane. Il significato del gesto mi pare lampante. Si tratta di un atto sostitutivo, che comunica il desiderio di bruciare, cioè di nientificare, la realtà che il simbolo-bandiera significa. Leggi il seguito di questo post »

Il corpo di Bossi

Le ultime elezioni politiche hanno visto un grande successo della Lega Nord, che nel governo dell’Italia avrà un peso molto forte. L’Italia è uno strano Paese. E’ un Paese che ama molto le parole, che spesso vede la parola prevalere sul dato fattuale, coprirlo e annebbiarlo. Un Paese di avvocaticchi, di azzeccagarbugli, di notai. Un Paese ciarliero, in cui la parola viene spesa senza limiti e riguardi, fino al punto che essa si priva di efficacia comunicativa, di valore pragmatico. Leggi il seguito di questo post »

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