La Rivoluzione Islamica ha duramente colpito la componente laica e progressista della società iraniana, e in particolare il ceto intellettuale. Del processo che, dalla caduta dello Scià ad oggi, ha annientato ogni speranza di emancipazione della donna iraniana sono testimonianza anche scritti autobiografici come questo Le cose che non ho detto (Things I’ve Been Silent About, 2008, trad. it. di O. Giumelli, Adelphi 2009). In realtà si tratta in primis di un libro di famiglia, per così dire, incentrato sulle figure del padre e della madre della Nafisi. Lui, uomo politico di spicco e sindaco di Teheran, lei parlamentare prima dell’avvento di Khomeini. Un padre e una madre diversissimi tra loro, incomunicanti, ciascuno perduto dietro un suo personalissimo sogno irrealizzabile. Leggi il seguito di questo post »
Vergogna
febbraio 8, 2010 a 11:13 am (Zabaione)
La vergogna nasce dal senso della propria insufficienza rispetto a quello che il gruppo di appartenenza richiede all’individuo. Perché si dia vergogna, occorre che questa insufficienza si palesi, perciò spesso la vergogna coincide con uno smascheramento. E’ risaputo, poi, che colpa e vergogna non sono la stessa cosa, e si è parlato di intere civiltà basate sull’una o sull’altra, anche se esse interagiscono spesso tra loro e si intrecciano in nodi gordiani. Leggi il seguito di questo post »
Nota di Bartlett
febbraio 3, 2010 a 1:23 pm (Zabaione)
Una nota da un intervento teologico-antropologico di Anthony Bartlett che sto traducendo.
Potremmo continuare col punto polemico per cui per il pensiero originario la “vittima” reale è sempre un’altra vittima umana, un umano che viene del tutto privato di oggetti, non gli oggetti consumati. Il pianeta Terra non è mai stato né mai sarà nostra “vittima”, eccetto per analogia con la violenza fatta da umani su altri umani—inclusa quella che consiste nel privare altri del cibo. Quanto prima il pensiero ambientalista afferrerà questo concetto, tanto prima la sua politica diventerà antropologicamente attraente invece che panteisticamente contro-intuitiva. Leggi il seguito di questo post »
Dialogo sullo stato della politica nel Bel Paese
febbraio 2, 2010 a 11:13 am (Uncategorized)
Di Eros Barone
Caio: ciao, Mevio, ci rivediamo dopo qualche tempo in cui non abbiamo più avuto l’occasione di parlare dello stato del Bel Paese. Che ne diresti di fare il punto della situazione, esaminando lo stato della politica?
Mevio: carissimo Caio, dal momento che, come è giusto, mi provochi a dire la mia opinione, ti rispondo a questo proposito che, se le cose andassero tanto bene quanto vanno male, andrebbero benissimo… Leggi il seguito di questo post »
Kelebek
gennaio 31, 2010 a 5:58 pm (Zabaione)
Nel blog antiamericano e antiebraico Kelebek, una delle icone del risentimento intellettuale, si può leggere un post che critica la commemorazione della memoria della Shoah cui hanno partecipato Fini e Wiesel. Molto interessante il passo che qui riporto. Leggi il seguito di questo post »
Un dialogo tra semplici
gennaio 31, 2010 a 12:15 pm (Zabaione)
Dialogo tra semplici carpito in treno
A. Che Paese! In Italia nemmeno i giuristi sanno esattamente quante leggi esistano e siano in vigore!
B. “Le leggi son, ma chi pon mano ad elle?”.
A. Vi pon mano gente poco avveduta, che gli Italiani eleggono al Parlamento…
B. Che Paese! In Italia nessuno sa quale sia il numero degli immigrati clandestini che si aggirano per le strade, lavorano nei campi di pomodori del Sud o nei laboratori segreti del Nord!
A. Ma, tutto sommato, questo significa che l’Italia non può, per sua natura, diventare un Paese totalitario. Troppa anarchia costitutiva.
B. Però può essere un Paese molto ingiusto. O no?
Rileggo Simone Weil 74
gennaio 26, 2010 a 1:11 pm (LIBRI, Zabaione)
Il disprezzo dei Greci per le applicazioni della scienza non era dovuto ad una mentalità aristocratica, ma alla verità elementare che le applicazioni possono essere tanto cattive che buone. (III 259)
La scienza greca era basata sulla pietà. La nostra è basata sull’orgoglio. C’è un peccato originale della scienza moderna. (III 261)
La tecnica, che colloca sullo stesso versante la forza e la civilizzazione, rende impossibili queste rigenerazioni. E’ maledetta. (III 267) Leggi il seguito di questo post »
La paura degli uomini
gennaio 24, 2010 a 1:08 pm (LIBRI)
Maschi e femmine nella crisi della politica è il poco significativo sottotitolo del libro di Letizia Paolozzi e Alberto Leiss La paura degli uomini (il Saggiatore 2009). Ben diversamente dal testo della Puccini Nude e crudi, di cui ho scritto in un precedente post, qui ci troviamo di fronte ad un preteso pamphlet che si riduce ad un repertorio dei luoghi comuni della pubblicistica e del pensiero femminista contemporanei. Per questo motivo ne consiglio caldamente la lettura. Leggi il seguito di questo post »

